martedì 31 gennaio 2017

"La vita in un giorno" di Mitch Albom

Titolo: La vita in un giorno
Autore: Mitch Albom
Anno di pubblicazione: 2009
Casa editrice: Rizzoli

Trama

Albert Lewis e Henry Covington sono due uomini speciali. Il primo è un rabbino, ha ottantadue anni e ha illuminato intere generazioni con i suoi sermoni recitati con la buffa dolcezza di poesie. Il secondo è un pastore protestante, afroamericano, che ha conosciuto la violenza e il carcere prima di scegliere di dedicarsi alla fede, lavorando nei sobborghi senza speranza di Detroit. Mitch Albom, invece, è uno come noi: la sua vita frenetica e un po’ sbadata è fatta di lavoro, famiglia, amicizie, seccature e piccoli piaceri, rincorsa di cose poco importanti e pigrizia nei confronti di quelle che contano. Proprio come noi, Mitch ha poco tempo per tutto, figuriamoci per fermarsi un momento a pensare. Ma quando il rabbino Lewis, molto malato, gli chiede se scriverà il suo elogio funebre, e intanto, per caso, Mitch scopre la storia insolita e affascinante del pastore Covington, per lui quel momento finalmente arriva. E comincia un nuovo viaggio vero, appassionante, cruciale, dentro e intorno a quello straordinario mistero che è la fede. La fede, poco importa in quale Dio, come l’hanno vissuta e regalata agli altri il rabbino Lewis e il pastore Covington, che per tutta la vita hanno aiutato le persone a scoprire o riscoprire se stesse.

Recensione

Non ho mai letto nulla che riguardasse la religione ed ero scettica allinizio in quanto, a volte alcuni temi vengono trattati con degli stereotipi, invece mi sono dovuta ricredere già dalle prime righe di questa bellissima storia. Lambito della religione viene trattato da un punto di vista diverso, quello di una persona normale e semplice, un uomo come tutti noi. Mitch Albom è un giornalista con una vita frenetica: lavoro, famiglia, amicizie e piccoli problemi quotidiani.
La storia è raccontata in prima persona dallautore che si riavvicina alla fede in seguito a una domanda un po strana da parte del suo rabbino, Alber Lewis, da lui chiamato Rabbiman fin dalladolescenza. Il rabbino chiede a Mitch se quando verrà il momento scriverà il suo elogio funebre. Il protagonista allinizio rimane molto sorpreso dalla richiesta insolita e non volendo dire di no e sembrare irrispettoso verso il rabbino accetta di svolgere questo compito, quello che non si aspetta è che il rabbino viva più a lungo in seguito a quella richiesta. Lelogio funebre è una parte importante in un funerale e Mitch ha paura di far sfigurare il tanto amato rabbino davanti a tutta la sinagoga.
La stesura dello scritto si rivela diversa da quanto il protagonista si era programmato, in quanto le conversazioni con Rabbiman toccano tutti gli ambiti e i sentimenti possibili al mondo senza mai concentrarsi solo e unicamente sullargomento della religione nello specifico. Mitch si riavvicina così alla sua religione e trova nella persona che fin da ragazzo cercava di evitare a tutti i costi uno dei migliori amici della sua vita.
La vita del protagonista si intreccia con quella di Henry Covington, pastore di una chiesa cristiana che accoglie tutte le persone che sono ai margini della società. Henry stesso era stato in passato un delinquente ma la religione gli ha salvato la vita dandoli una seconda possibilità per aiutare se stesso e gli altri. Henry riesce ad ispirare Mitch e a farli conoscere un altro mondo, infatti vengono ascoltate le storie di tutti i senzatetto che sono ospitati nella chiesa di Henry. Il giornalista denuncia questa situazione in alcuni articoli sul giornale per cui scrive, in seguito a ciò molti aiutano la chiesa di cui Henry è pastore con tutto quello che possono, arrivano assegni da tutto il Paese e anche persone che, come possono, arrivano per aiutare di persona i senzatetto.


Questo libro mi ha lasciato senza parole dalla prima allultima pagina. Le mie aspettative allinizio erano basse riguardo a questo libro ma mi sono dovuta ricredere in quanto la storia è toccante e lascia molto a cui pensare. Senza rendertene conto ti stai facendo le stesse domande che si è posto Mitch durante gli incontri con Rabbiman. consiglio vivamente questo libro perchè è qualcosa di diverso dal solito e lascia un qualcosa dentro che fa pensare.
Vi lascio con una citazione, a presto
Afra❤

"Ogni persone ne influenza un'altra, e questa ne influenza un'altra ancora, e il mondo è pieno di storie, che in realtà sono sempre la stessa."

3 commenti:

  1. Ciao! Un libro dalla trama molto particolare che non conoscevo. Ne sono rimasta affascinata leggendo la tua recensione, nonostante anche io non legga libri sulla religione, per gli stessi tuoi motivi. Ma a questa storia una possibilità vorrei darla, mi segno subito il titolo :)

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    1. Grazie mille, sono sai quanto sono felice che le mie recensioni riescano a incuriosire qualcuno:) Grazie di aver lasciato un così bel commento,leggo tutte le tue recensioni e mi piacciono un sacco:)

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    2. Grazie a te! Sei molto brava a scrivere e per me è un piacere leggere belle recensioni!
      Buona serata :)

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