giovedì 23 marzo 2017

L'Atelier dei miracoli di Valérie Tong Coung

Titolo: L'Atelier dei miracoli
Autrice: Valérie Tong Coung
Anno di pubblicazione: 2014
Casa editrice: Salini Editore


Trama:


Ci sono momenti, nella vita di una persona, in cui sembra che nulla vada come deve andare. Eppure anche in questi momenti rimane, sottile come un velo, la voglia di felicità, la sensazione di avere comunque il diritto a una porzione di serenità, la speranza lieve ma tenace di trovare, là fuori, qualcuno che possa aiutarti. Così accade i protagonisti di questo romanzo, due donne e un uomo sull’orlo di un baratro, ai quali un incontro fortuito sembra aprire uno squarcio nel buio della vita. La salvezza può arrivare nelle maniere e dalle persone più impensate, e il confronto con i suoi fantasmi potrà aiutare Mariette, Millie, Mike a risollevarsi. Ma quando si mescolano il Bene e il Male? Chi non ha mai incontrato una persona che l’aiuta ma, allo stesso tempo, la manipola?

Recensione: 

Non mi sono mai trovata così in “crisi” per recensire un libro, ma c’è sempre una prima volta. Ciononostante partiamo dal principio, il libro in sé è scritto bene, scorrevole, fluente, capitoli corti ma che dicono l’essenziale per progredire con le vicende di ogni personaggio, i protagonisti sono molto ben strutturati in ogni pensiero ed azione, copertina che attira per la semplicità che trasmette e i colori caldi che sono stati utilizzati, la morale è comunque trasparente e ben chiara dall’inizio alla fine del romanzo; nel complesso non posso dire nulla di pessimo o che non vada su questo. Il “problema” sorge già dai primi capitoli ed è legato alle emozioni che mi ha suscitato leggendolo, un senso di oppressione e inquietudine che rimane per tutto il corso della lettura dall’apparizione del personaggio di Jean Hart, direttore dell’Atelier un’associazione che aiuta persone in difficoltà. Il libro è scritto seguendo le storie di tre personaggi che, ad un certo punto della loro vita, si trovano in difficoltà con la loro esistenza e il mondo in cui vivono. Il direttore di questa struttura cerca quindi di aiutare questi soggetti ma l’elemento che mi disturba è il modo in cui questo personaggio affronta le diverse situazioni. Da come è stato descritto all’inizio del romanzo mi ha subito acceso un campanello di allarme nella testa. È uno di quei personaggi che sono strutturati come se fossero le due faccie di una medaglia, infatti ben presto tutti e tre i protagonisti della storia si rendono conto che dietro la facciata di uomo gentile e altruista vi è anche un uomo severo, che combatte contro i suoi demoni e che in alcuni casi incute timore. Jean vuole avere sotto controllo la vita di tutte le persone che entrano a far parte del programma di aiuto e non accetta di essere deluso da esse, più che altro non accetta di perdere il controllo perché questo vorrebbe dire perdere anche l’equilibrio che si è costruito su delle fondamenta già instabili. Quello che mi trasmettono le pagine di questo libro è che il cambiamento ci attende dietro ogni angolo, dietro ogni disgrazia ma che la libertà è personale e va difesa. La libertà di ogni persona di sbagliare, di cadere, di rialzarsi, di scegliere cosa fare della propria vita. Nessuno può manipolare il destino di un’altra persona. In alcuni dialoghi che il direttore ha con i suoi assistiti si percepisce un senso di controllo sulla persona e di sottomissione della stessa. Questo è l’aspetto che più mi ha infastidito di questo libro che comunque tratta temi importanti coma la rinascita dalle ceneri di una giovane ragazza abbandonata dalla famiglia e dal vita stessa, il cambiamento radicale di un ex soldato che ha scelto di seguire i suoi principi andando incontro alla disastrosa fine della sua carriera militare e la presa di coscienza di una professoressa ormai matura ma che non ha mai potuto far valere la propria idea e le proprie parole ne nell’ambito familiare ne in quello scolastico. La fine lascia intendere che col passare degli anni Jean sia riuscito, grazie all’aiuto delle stesse persone che cercava di manipolare, a convivere con i propri demoni.
Sono rimasta un po' perplessa e turbata da questo libro che mi è piaciuto ma anche no. 

A presto,
Afra❤

2 commenti:

  1. Ciao Afra! Mi è capitato molte volte di non sopportare un personaggio e rovinarmi così la lettura. Anche se il tuo giudizio non è positivo al massimo, mi hai comunque incuriosito e vorrei provare a leggere questa storia. Sono curiosa di capire se avrò le tue stesse reazioni ed emozioni. Ti farò sapere!

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    1. Non vedo l'ora di sapere cosa ne pensi:)

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