domenica 7 maggio 2017

"La parte più tenera" di Ruth Reichl

Buona sera a tutti lettori e lettrici, il mese di praticantato è finito ed è andato splendidamente. Purtroppo non ho avuto tantissimo tempo per leggere e ci ho messo un pò a finire questo libro ma ce l'ho fatta in questo weekend dedicato tutto alla lettura. Voglio presentarvi un libro di cui vi avevo parlato nella rubrica "Un libro, un’emozione." Il romanzo di cui vi voglio parlare è “La parte più tenera” di Ruth Reilch.

Titolo: La parte più tenera
Autrice: Ruth Reichl
Anno di pubblicazione:2002
Casa editrice: Ponte alle Grazie

Trama:
Ruth Reichl aveva nove anni quando capì che il cibo poteva essere pericoloso, e che avrebbe dovuto impedire a sua madre, la Regina della Muffa, di uccidere gli ospiti con le sue prodezze gastronomiche. Oggi Ruth Reichl è la critica culinaria più famosa in America. E naturale, quindi, che le sue descrizioni di piatti e sapori siano incantevoli. Ma nel suo libro c'è molto di più, perché Ruth ha un appetito speciale anche per la vita e perché, come dice, "osservando le persone mangiare si poteva scoprire chi erano". Ci parla della sua infanzia, e di sua madre, racconta i suoi primi passi in cucina con la signora Peavey, la domestica dal passato aristocratico, e con Alice, la cuoca caraibica che nei momenti difficili cucina le sue fantastiche mele al forno con salsa dura. Ma è a casa di un ricco buongustaio francese, che Ruth capisce per la prima volta cosa significhi davvero mangiare. Ventenne, si trasferisce a New York con suo marito Doug: la cucina del suo loft diventa il punto di riferimento per un gruppo variopinto di amici fedeli. Con loro Ruth va a vivere in una comune in California: sono i primi anni Settanta e lei si sforza di rendere invitanti le ricette politicamente corrette dell'epoca (paté di ceci, polpettoni di arachidi e sesamo). Personaggi dipinti con affetto e ironia, storie autentiche e toccanti, illuminate da un umorismo contagioso: è difficile resistere all'umanità che rende unico questo libro, e quando si finisce di leggerlo si sente un po' la mancanza di Ruth e dei suoi amici.

Recensione:
Libro che mi ha incuriosita per il suo genere, molto diverso da quello che leggo di solito. Una storia che racconta una passione e un amore per il cibo oltre ogni limite. Una passione che nasce fin da bambina, una passione che viene coltivata inconsapevolmente fino a far diventare la Reichl la donna che è oggi.
In questo romanzo viene descritta una storia fantastica e quasi surreale, fra i profumi e le spezie dell’Africa, passando per i vigneti francesi fino ad arrivare ai sapori italiani. Ogni nuova scoperta dell’autrice è una piacere da leggere, la Reichl riesce a trasmettere ogni sensazione al meglio e a far vivere il lettore l’esperienza attraverso il solo utilizzo delle parole.
Un libro che però mi ha lasciato un po' di amaro in bocca, forse le mie aspettative erano diverse. Mi aspettavo un romanzo incentrato molto di più sul fattore cucina e meno sulla descrizione degli anni in cui nasce la sua passione, anni di discriminazione e di rivoluzione sociale e culturale. Oltre a ciò ho apprezzato comunque il contesto che viene descritto e che aiuta comunque a comprendere meglio l’autrice.
Fin dall’età di nove anni Ruth capisce le persone solamente osservandole, infatti si può capire molto degli uomini attraverso quello che mangiano. Inizia ad approfondire quindi la sua passione per la cucina con la zia Birdie e la sua infermiera Alice che le insegna i piatti tipici della cucina caraibica. Grazie anche alla governante assunta dalla madre si avvicina al mondo della cucina.
Dopo aver appresso tutto il possibile dalle donne che hanno fatto parte della sua vita cerca di apprendere da tutto e da tutte le situazioni che le capita di vivere. Io penso che ciò che l’ha portata a diventare una delle più famose critiche culinarie in America sia proprio il fatto che la sua cucina è stata esperienza e vita prima di essere lavoro. Una amore per la gastronomia che non è nato come un mezzo per guadagnare ma per capire le persone.
Negli anni in cui viene mandata in collegio per imparare il francese impara anche a gustare ogni cibo e a ricercare sapori sempre più raffinati.
Con la sua coinquilina, una ragazza nera, intraprende un viaggio in Africa all’insegna delle spezie e del fascino di quello splendido Paese.
Una volta sposata, con un affascinante artista di nome Doug, viaggiano per il mondo e si ritrovano a sostare in un’isola greca nella quale si è trasferito il loro professore universitario, Milton, che fa conoscere ai due giovani le bellezze e i sopori della Grecia. Sempre il loro insegnate li porta alla scoperta dell’Italia e del caffè in particolare.
Dopo essere tornati negli Stati Uniti si trasferiscono in California dove iniziano a vivere insieme ad un gruppo di amici e a seguire una strada del tutto diversa da quello che mi sarei aspettata di leggere. Trova lavoro in un ristorante di successo e in seguito viene assunta da un giornale americano per la sezione gastronomica e inizia così la sua carriera di critica.
Sono stata contenta di aver letto questo libro anche se diverso dalle mie aspettative comunque un buon romanzo adatto a tutte le persone che amano la cucina e provare esperienze sempre nuove.

A presto,
Afra❤

1 commento:

  1. Adoro i libri con protagonista il cibo e la copertina in questo caso è molto dolce e invitante, mi sta facendo venire l'acquolina in bocca :)
    Forse anche io troverei un po' spiazzanti le descrizioni sociali e culturali degli anni in cui è ambientato il libro, non perché non mi interessino, ma solo perché forse non adatte a una storia che parla d'altro. Comunque segno il titolo perché la tua recensione mi ha colpito e incuriosito. Vedrò di farci un pensierino :)

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